26/10/2005
Autunno
Al momento ho:
una sciarpa morbida ma piacevolmente estranea intorno al collo mentre riordino i miei appunti al computer e la mia stagione preferita è l’autunno;
un nuovo paio di occhiali (e gli occhiali nuovi la sanno lunga) che brillano in modo incontrollato;
una nuova musica che mi conosce benissimo ed è quella di una ragazza saltellante ma non troppo che si chiama Feist;
un progetto per il futuro, un po’ meno confuso del resto;
un pacchetto di sigarette, ognuna un pensiero da definire;
un fratello disgustosamente adolescente, un altro lontano;
un’amica V. capace di affermare con nonchalance e disillusione cose come “il cibo è l’unica cosa che ti concede di vivere in modo dignitoso (vedi io non voglio arrivare a dire queste cose, è la vita che mi costringe!)”.
24/10/2005
Piena di uova

Seduti in una barca sulla riva del lago, lui pesca un pesce, lo guarda, e lo rigetta nell'acqua.
Lei: -Perché l'hai fatto?
Lui: -E' una femmina, è piena di uova.
Lei: -Anch'io sono piena di uova!
Si alza e se ne va.
20/10/2005
Giorni
Poi tutto torna.
I corti del Mestre Film Fest guardati senza grandi aspettative e invece poi con occhi spalancati.
Davanti alla straordinaria lievità nella sovrapposizione delle immagini animate, sulle note di una musica che percorre lo stesso sottile filo di significato, in "Percorso #0003–0305" di Igor Imhoff. La malinconia del ricordo di origini lontane, la tristezza profonda legata alla dimensione esistenziale della solitudine, della paura, del dolore, unita al desiderio di maneggiare ugualmente, lievemente, l’amore. All'idea di "Mozart, l'amore e le sigarette" di Leonardo Moggi, in cui il percorso altalenante di una relazione sentimentale si snoda in un interessante e divertente parallelo con il fumo di sigaretta e i tempi di un'opera di Mozart. Due coniugi, la sera del loro decimo anniversario di matrimonio, giurano solennemente sul loro amore di smettere di fumare. La calante frequenza del fumo, rappresentato come atto voluttuoso nel seducente bianco e nero della pellicola, è legata così alla variazione dell'intensità del rapporto, e le trasgressioni all'astinenza, vengono a coincidere con ben altre.
Bologna in una giornata di sole con M.. Lo shopping al mercato con la sensazione straniante che siamo sempre noi, la passeggiata pieni di sacchetti, il pranzo chiacchierando e ancora sui gradini sulla piazza col sole sul petto e sul viso, ritrovando quella sensazione di comprensione e conoscenza reciproca, che è divertente, e rassicurante, un po' malinconica. Che allora davvero poi le cose si normalizzano, e non solo, ma possono essere proprio belle. E non serve dire altro.
Una giornata in un luogo che è parte di me, per la prima volta da sola. Che così posso raccogliere tutto.
Le persone che da sempre fanno parte della mia storia, i legami saldi su cui, pur vedendosi così poco, sai che puoi contare. A cui puoi chiedere raccontami di mio nonno. Che ti sorridono di conoscenza di te, della tua famiglia, di una parte della vita che vi lega. I posti, illuminati da un sole che ne rivela una bellezza commovente, che sono lo specchio della mia infanzia e delle origini di parte della mia famiglia. Sono tornata nel giardino della casa di Pino del miele, un signore simpaticissimo con un occhio mezzo chiuso che era un viti- e un api-coltore e da cui compravamo, appunto, il miele e il vino. Aveva un garage pieno di cose in cui io non potevo entrare, che altrimenti mi facevo male. A fianco un divano a dondolo in cui ci siedevamo, coi miei nonni, e lui ci offriva del vino bianco. Io ero bambina, poi adolescente, e dicevo che mi piaceva solo il vino di Pino. Ci sono tornata ed era come nei film, che mi si sono riempiti gli occhi di lacrime (e ho pensato, qui se qualcuno esce e mi vede mi prendono per una maniaca), perché tutto era immobile e ricoperto di ortiche e di mucchi di cose inutilizzate, ora che lui non c'è più.
A Coriano ci sono andata perché è morto Tino, e io volevo esserci, al funerale, anche se non era mio parente diretto, anche se era un signore anziano che vedevo molto raramente. Perché quella dimensione è profondamente mia e la conservo con cura. Lui aveva gli occhi chiari ed era minuto e gentile. Mi ricordava mio nonno perché mi sembrava un uomo buono e pacato. Il suo biglietto di ricordo porta queste parole "Lavoratore instancabile spese la sua vita per il bene della famiglia, modesto e sereno, lasciò fra quanti ne apprezzarono la bontà d'animo preziosa eredità di affetti". Io lo trovo molto dolce.
Le ultime volte che l'ho visto, quest'estate, scherzava e prendeva in giro, con un'ironia affettuosa ma grossolana, proprio da paesano romagnolo, la moglie, la zia Ines, che non ci sente niente e ci faceva ridere tantissimo. Io e G. uscendo dalla loro casa abbiamo detto ma che belli erano gli uomini di una volta!
Prima del funerale c'è stata una processione con un corteo lunghissimo e gli amici che lo trasportavano, come solo nei paesi può succedere. Sarebbero stati dei momenti intensi se non fossero stati riempiti da un ininterrotto e alienante snocciolamento di Ave Maria che mi ha innervosita non poco, nel suo sostituirsi ad un silenzio di raccoglimento.
Tornando a casa, pensavo che a volte lo staccare, come nastri adesivi che lasciano dietro strappi e rossori, pezzi di sé dalle cose, dalle persone, brucia meno. Nei momenti in cui lo strato di pelle sottostante è più forte, che ci sono più vitamine che circolano, più luce del sole che nutre.
Le pagine di un libro che quasi non si riesce a leggere da quanto è bello, che la bellezza mica rilassa, agita, e secondo me Douglas Adams di nascosto era Boris Vian.
19/10/2005
16 ottobre 2005
Dal blog di Beppe Grillo:
'Ieri, in una bella giornata di ottobre, 4.300.000 italiani hanno pagato per votare il loro candidato dell'Unione.
E' un risultato straordinario. Un piccolo esempio di democrazia diretta, certo parziale, con molte contraddizioni.
Ma è un passo avanti.
Esattamente il contrario della legge truffa (che, lo ricordo, ha annullato una decisione presa da noi con il referendum del 1993) che annulla la scelta diretta del candidato delegandola ai partiti.
Per costringere un italiano a pagare, a fare la fila per votare e a non andare in gita bisogna portarlo all'esasperazione.
Il voto non è stato per l'Ulivo, ma contro il Polo.
Un anticipo del plebiscito che manderà a casa il governo alle prossime politiche.
Io provo una sensazione di sfinimento, non vedo l'ora che finisca questa legislatura, conto i giorni, quasi come a militare.
Lo sanno di aver perso e continuano a pensare, ad arrovellarsi su come uscirne. A fare trucchi. A pensarle tutte.
Credo che dopo le elezioni verremo a conoscenza di cose che voi umani non avete ancora visto...
Questo periodo mi ricorda la Repubblica di Salò, con Mussolini che scriveva leggi, dava ordini, emanava decreti. Una persona ormai estranea al Paese reale.
Questi dipendenti della maggioranza sembrano gli interpreti del racconto di Poe: "La maschera della morte rossa", nel quale il principe Prospero e la sua corte si rifugiano in un castello per sfuggire a una pestilenza che semina la morte nel Paese.
Arroganti, irridenti, sicuri di sé. Isolati.
Se ogni sera ci fosse una trasmissione come Report di ieri in 15 giorni andrebbero tutti a casa.'
14/10/2005
Il poeta

Il poeta è uno che ha dei temporali in tasca, uno che dà del tu all'ignoto, uno che lavora sulla parola fino allo sfinimento, finchè non riesce a trovare nell'ovvio, nel visibile, lo stupefacente.
[Benigni]
13/10/2005
Sciarada

-Entra... ho una cosa che brucia da morire ma fa tanto bene.
-Tu sei il tipo di ragazza che ha sempre qualcosa che brucia!
07/10/2005
Tutta la verità sull'innamoramento (Boh).
Sembra quasi che se metti la musica (e i libri, probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa, e non arriverai mai a considerarla come un prodotto finito. Ci troverai sempre qualcosa da ridire, starai sempre in subbuglio, e continuerai a criticare e a cercare di dipanare la matassa finché non va tutto a rotoli e devi ricominicare daccapo. Forse noi viviamo troppo protesi verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente contenti: noi dobbiamo essere o disperati, o al settimo cielo, e questi sono stati d'animo difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida. (...)
Vedete, i dischi mi hanno aiutato a innamorarmi, su questo non c'è dubbio. Sento un nuovo pezzo, con un cambio di accordi che mi scioglie dentro, e prima che me ne accorga, sto già cercando qualcuna, e prima che me ne accorga, l'ho già trovata. Mi innamorai di Rosie, quella dell'orgasmo simultaneo, dopo che mi ero innamorato di una canzone dei Cowboy Junkies: la ascoltai, e la riscoltai, e ancora, e ancora fino a perdermi in una specie di trasognamento, e a quel punto avevo bisogno di qualcuna da sognare, e la trovai, e allora, beh, cominciarono i guai.
"Avanti Rob, è evidente che la mia relazione con Laura ti ha disturbato non poco."
"Sì, strano a dirsi, la cosa non mi ha entusiasmato." Semplice e chiaro.
"Qui non è questione di scherzare con gli eufemismi, Rob. Qui siamo alle molestie. Dieci telefonate a notte, appostamenti sotto casa mia..."
Cazzo. Questo come lo sa?
"Già, beh, ma adesso ho smesso." Semplicità e chiarezza sono scomparse; ora quasi borbotto, come uno che si sente in colpa.
"Ce ne siamo accorti, e ci fa piacere. Ma, insomma... come si fa a fare la pace? Ci piacerebbe renderti le cose più facili. Come possiamo fare? Certo, so bene che Laura è una persona speciale, e so che deve essere un momento duro per te. Soffrirei come un cane, se dovessi perdere Laura. Tuttavia credo che se decidesse di non vedermi più, saprei rispettare la sua decisione. Capisci cosa dico?"
"Già."
"Bene. Allora come restiamo intesi?"
"Boh." E sbatto giù il telefono - non dopo avergli lanciato qualche micidiale frecciata, e nemmeno dopo un torrenziale fiotto di insulti, ma dopo un semplice "Boh". Questo gli insegnerà qualcosa che non dimenticherà.
(...)
Oh, beh. Oh, beh, un bel niente. (...) Queste cose mi distruggono, mi logorano, e finirò per crepare di cancro o di mal di cuore o qualcosa del genere.
[Nick Hornby, Alta fedeltà]
03/10/2005
Inverno
Oggi, appoggiando con un brivido di sollievo le mani sul termosifone bollente, appollaiata in posizione invernale sul bracciolo del divano. Rimirando con espressione compiaciuta per non dire commossa il mio piumone con gli scoiattoli e tutti gli altri roditori fare ritorno, rassicurante, sul mio letto, ho avuto, ancora, la netta sensazione che gli ultimi mesi non siano mai esistiti.
Trovandomi occasionalmente coinvolta in discorsi riguardanti l'estate (che pare sia) appena finita, non posso evitare di chiedere 'estate?! quale estate?'. E' così. Qui a casa mia i termosifoni accesi lo sono oggi come lo erano... quanti, cinque mesi fa? Ma no, era ieri!
Questi mesi non sono mai esistiti. Ma lo sono troppo perché si possa tornare indietro, cosa succede?
Tornando a casa questa sera ho realizzato che, quando c'è molto vento, le foglie sugli alberi pendono tutte da una parte, godendo di un altissimo grado di libertà. E mi è sembrata un'ottima giustificazione.
02/10/2005
L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste.

Andate a vedere questo film. Perché ce n'era bisogno. Perchè serve.
Si tratta di un documentario girato da Sabina Guzzanti successivamente alla soppressione di Raiot. Successivamente, sopratutto, alla dichiarazione da parte del giudice che la querela contro il programma, che ne ha determinato la chisura, era priva di fondamento.
Troviamo in questo documentario interviste ad attori satirici e a giornalisti italiani e stupefatti ed allarmati stranieri, ma anche a politici e ai responsabili della gestiorne della rai, sul tema della censura e della (comprovata non) libertà d'informazione in Italia. Ritroviamo qui Santoro, Biagi, Luttazzi, le loro parole e le loro storie, il dietro le quinte. Un tuffo al cuore.
Compiamo durante questa visione un processo di ri-comprensione, precisa e puntuale, di come "esista o la democrazia, o la limitazione della libertà di espressione, senza ulteriori alternative" e di come questa non sia una democrazia.
Che niente di questo possa scivolarci addosso.
Che possiamo conservare la forza e la spinta (una, la dà la visione questo film) per tenere sempre gli occhi bene aperti.
Viva l'Italia, l'Italia liberata.