31/12/2005

Congedi


Infine credo che il mio ultimo anno potrebbe essere esaustivamente racchiuso nelle pregnanti parole di Ladyk: 'Tutto quello che non avrei mai voluto sapere e adesso lo so e mi sta bene così imparo ad essere curiosa, tié'.

Così, anche se non è che mi entusiasmi eccessivamente farlo, credo raccimolerò le mie quattro pseudo-acquisizioni derivanti dall'anno passato e cercherò di produrre qualcosa di buono, come promemoria per l’anno che sta iniziando.

Quindi, sarà meglio vedere di:
recuperare una qualche consapevolezza della direzione della mia vita, in modo che i progetti costruiti a livello razionale coincidano con quella sensazione interiore che ancora non riesco a decifrare;
ritrovare la voglia di. qualche sogno. preocedere in avanti, e ritrovare qualcosa di mio, almeno un paio di cose da riportare sulla terra, ancora una volta, che così non è che vada poi proprio benissimo;

agire nettamente e un poco più ponderatamente. portare avanti una decisione per più di dieci minuti. e, soprattutto, decidere;
limare, filtrare e costruire invece che esternare indistimentamente e non-mediatamente. con calma;
credere intensamente che perderà alle prossime elezioni e che tutto ricomincerà a girare per il verso giusto, così che magari io possa anche trovare un lavoro, tra le altre cose;
contare fino a dieci prima di fare delle cazzate, soprattutto se in modo premeditato;
coltivare la concentrazione, la centratura. non spostarmi troppo da me per ottenere quello che desidero, anche se è qualcosa di molto importante;

imparare a seguire l’istinto non solo nel bene, ma anche nel male, quando è meno comodo, per dire;

farmi i c***i miei, una volta tanto (che tradotto nel linguaggio di un post che, come si può notare, mi ha suscitato una grande spinta all'immedesimazione, potrebbe essere anche 'Nella mia vita vorrei avere più ragione per ciò che riguarda me e meno per gli altri', eh);
come diceva la sua nonna, 'cerca di mantenerti sempre onesta e degna di te stessa';
lasciar andare.

I libri letti, quest'anno.

Adams - Guida galattica per autostoppisti
Auster - Mr Vertigo

BBianchi - Fermati tanto così

BBianchi - Generation of love

Bernardini - Non è niente

Commencini - La bestia nel cuore

Dostoevskij - Le notti bianche

Fante - Un anno terribile

Fante - Aspetta primavera, Bandini

Haddon - Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Hornby - Altà fedeltà
Mastrocola - Che animale sei?

Munro - Nemico, amico, amante

Pascale - La manutenzione degli affetti

Satrapi - Persepolis
Vian - La schiuma dei giorni
Vian - L’erba rossa

Vian - Lo strappacuore

Vian - Sputerò sulle vostre tombe
Yoshimoto - L'abito di piume


Dei film visti, quelli che più mi sono piaciuti.

Arianna: perché Audrey Hepburn è meravigliosa, è una ragazzina ingenua e febbrile che riesce però a tenere indietro il suo slancio impaziente e a trovare il modo di aprire gli occhi di lui su di sè, con i di lui stessi mezzi.

Bianca: perché è il ritratto sommo e geniale della -mia- nevrosi. E perché il monologo sugli amici è impareggiabile.

Casablanca: perché è un filmone romantico. E perché Bogart è un vero uomo.
Cuore sacro
: perché é una rappresentazione interessante dello squilibrio che appartiene a una dimensione in cui la sovrastruttura di una vita funzionale e razionale si oppone alla percezione dell'esterno e dei buchi della nostra società, all'istinto del 'dare' totalizzante. Una domanda aperta sulle 'vie di mezzo'.
Four brothers: la catarsi della pragmaticità.
Hotel Rwanda: perché descrive in modo asciutto, senza tante speculazioni, un avvenimento storico che serviva fosse raccontato. Come ci si possa trovare davanti a scelte davvero terribili, imposte da azioni umane che non finiscono di stupire per la loro mostruosità. E come una persona normale, non particolarmente ‘buona’ né eroica, sia riuscita a fare qualcosa di importante. Intorno al concetto di umanità.

I giorni dell'abbandono: perché, come uno specchio, mi ha fatto vedere, se lo stomaco ha occhi, delle cose importanti.
In her shoes: perché è una storia leggera ma anche no. Raccontata bene. E perché è un film che indossa un bel paio di guantoni.
I ponti di Madison County: perché è una storia d’amore struggente, nel senso più autentico. E perché Eastwood mette i brividi.
Italiano per principianti: perché è uno di quei film corali che piacciono a me, rappresenta un'umanità variegata con ironia e in modo originale e intelligente.
La febbre: perché è un film genuino, e mi ha parlato dello scegliere, della capacità di vivere le cose pienamente, e senza accettare troppi compromessi. Perché mi ha fatto conoscere i Negramaro molto prima che non se ne potesse più e una poesia che 'so a memoria'.
La femme de Gilles: perché è uno di quei film francesi giocati sulle espressioni e sui sottointesi, e racconta di un grande turbamento e di una decisione sorda, per tantare di fronteggiarlo.
La grande seduzione: perché è un film che è una poesia.
La marcia dei pinguini: perché, nonostante Fiorello e nonostante la colonna sonora, loro sono stupendi.
La storia del cammello che piange: di vite legate all’essenziale. Della natura, in senso lato.
La tigre e la neve: perché è un film magico, e io amo Benigni.
La vita è meravigliosa: perché è una favola, forse unica in questo, autenticamente edificante.
L'educazione fisica delle fanciulle: perché racconta, similmente a Magdalene, con crudezza di un contesto crudo, di questi pseudo-collegi femminili che mettono i brividi; storie di ragazze che non riescono ad evadere da uno spazio di violenza psicologica, quasi metafora di altri meno fisici ma ugualemnte soffocanti.
Le ricamatrici
: perché ha dei colori meravigliosi, e parla in modo lieve di una passione. Di più di una.
Les choristes: perché è un film bellissimo sull’educazione, sulla pazienza e sulla bontà meno retorica.
L’infedele: perché rappresenta molto bene la sensazione e poi la situazione di ineluttabilità di una condizione dolorosa come quella dell'adulterio. La difficoltà del gestirla. L'amore diviso tra due persone. Il turbamento e la disperazione.
L'ultima estate: perché, pur con qualche riserva, mi ha commossa la diversità vista dagli occhi ingenui di due bambini.
Ma quando arrivano le ragazze?: perché parla dell'amore per la musica, dell'amicizia e di scelte che cambiano la vita.
Manuale d'amore: perché è divertente e vivo.
Million dollar baby: perché è un grande film sull'amicizia fondata sulla stima, ed è anche un film sulla tenacia.
Mobbing: perchè finalmente qualcuno ha pensato di fare un film sul mobbing, e l'ha fatto rappresentando l'angoscia e l'alienazione che provoca in modo tanto opprimente che non credo sia possibile alzarsi dalla poltrona senza una certa voglia di vomitare.
My summer of love: perché sui quei prati nell'estate torrida che inonda l'atmosfera del film, sembra di starci distesi. Perchè è un film silenzioso e intenso. Sui legami simbiotici e un po' perversi tipici di una certa adolescenza soffocata dalla solitudine.
Quando sei nato non puoi più nasconderti: perché è un film che pur con molti difetti e una patina da fiction italiana che mi ha infastidita, è un film che non lascia indifferenti, e alcune scene colpiscono nel segno.
Provincia meccanica: perché dipinge bene lo squallore e l'impantanamento senza via di fuga di una condizione di vita che non si vede ma c'è, alle periferie del nostro modo di vivere.
Sabrina: perché è un film brillante, lieve e divertente, e Audrey Hepburn vale da sola la visione.
Sciarada: perché è un film geniale, per trama e interpretazione.
The assassination: perché è un film delicato che tocca in profondità e che fa arrabbiare. Sull'incapacità del protagonista, realmente esistito, di arrendersi di fronte all'ingiustizia e sulla mancanza di filtri adulti, in un adulto, per sopportare la frustrazione data dalla grande presa per il culo del 'come gira il mondo' governato da una politica che insulta l'individuo. Infine, la legittimazione di quella frustrazione, aldilà del giudizio su un'escalation nel modo di affrontarla che porta alla tragedia. Sean Penn è eccezionale.
The aviator: perché è un filmone che, anche se non entusiasma o coinvolge particolarmente, racconta in modo brillante e sapiente la vita di un personaggio dalla altrettanto brillante personalità.
The woodsman: perché Kevin Bacon interpreta perfettamente il ruolo doloroso ma mai pietistico di una persona che, pur avendolo fatto agli occhi della legge, non riesce mai a scontare una pena che non sono sicura di quanto sia sua, né ai propri occhi, né davanti a quelli della società. E' un film complesso intorno a un tema non comunemente trattato dal cinema, come quello della pedofilia.
Tickets: perché ho trovato bella l'idea di una trilogia in un solo film sul filo tematico, di per sè affascinante, del viaggio in treno -i registi: Loach, Olmi e Kiarostami- e anche il suo compimento, snodato in brevi pezzi di storie di personaggi pittoreschi descritti in modo sottile e con uno sguardo carico di umanità.
Tutto può succedere: perché, pur non pretendendo di essere più che una commedia leggera, è una visione piacevole e il tema dell'amore in età avanzata, del momento della rinuncia, non poi così sgradevole, alla pretesa di conservare eternamente aperta ogni possibilità e una giovinezza inconcludente, di questi tempi è interessante.
Vacanze romane: perché è un'altra favola, deliziosa, piena del fascino di Audrey Hepburn a cui questa volta si aggiunge quello, non indifferente, di Gregory Peck e dello sfondo di Roma. Questa sì, secondo me, si chiama evasione.
Valentin: il perché è scritto qui come lo direi ora.
Veronica Guerin: perché, anche se il film non è eccezionale, sono contenta che mi abbia permesso di conoscere una la storia di questa giornalista che, come tanti altri, purtroppo, è morta soltanto per aver fatto, coraggiosamente, il suo lavoro.
Vers le sud: perché è un film sviluppato intorno a temi difficili come quello del turismo sessuale femmilile, del confine non netto tra questo e diverse forme di amore, della gestione dell'incontro tra culture diverse, trattati in modo non semplificante.

Viva Zapatero: perché questo film ci voleva proprio. E’ un film che dovrebbero vedere tutti.
Volevo solo dormirle addosso: perché racconta di cose importanti. Dell’alienazione da sé a cui un certo tipo di lavoro rischia di
condurre, dell’incapacità di amare. E perché Pasotti è bravo.


Snoopy






...Buon anno, che possiamo camminare verso quello che cerchiamo, ma soprattutto capire cosa cercare.
Qualcuno diceva,
tu sei il tipo che ottiene quello che desidera, ed è per questo che devi scegliere bene cosa desiderare.

di Irene alle 10:17:13 6 Commenti

30/12/2005

Capodanno


Amico D.- ... Se avessi un medico compiacente prenderei un tavor per andare a letto alle otto di sera e svegliarmi alle otto di mattina!

Io- Massì, anch’io, se non fosse perché poi ti senti uno sfigato andrei a letto a mezzanotte e un minuto, guarda!

Amico D.- Va a finire che il 31 pomeriggio vado in edicola (?!), compro un gioco in scatola e invito qualcuno a giocare a casa...

Io- E io invece... oddìo, in quel tendone... farà un freddo cane e mi ammalerò due giorni prima di partire!

Amico D.- Mai più! Ho fatto il capodanno scorso in un tendone ed è stato terribile, la testa bollente e i piedi gelati...
Io, disperata- !!!
Amico D.- Beh, sai, poi dipende da com’è gestita...

Io- Sì, figurati, questi sono tipi da centro sociale, non...

Amico D., scafato- ...aaah, quindi: 'meglio perché più si soffre più fa sinistra'?

di Irene alle 10:37:19 10 Commenti

29/12/2005

Chiunque tu sia, ho sempre confidato nella bontà degli sconosciuti


Tendo a non fidarmi di chi ti adora spassionatamente-perché-sei-la-persona-più-fantastica-al-mondo, di chi ride troppo, di chi non ha coraggio di arrabbiarsi mai, di chi sta sempre dalla parte di chi è oggetto di malcontento, per puro e immotivato buonismo, di chi si dimostra sempre e comunque cordiale e compassato, di chi cambia troppo spesso opinione, di chi non la cambia mai, di chi non si farebbe smuovere dalla sua posizione nemmeno da Socrate in persona, ma non te lo dice, di chi combina troppi pasticci, di chi indossa una maschera che non sa più distinguere dal vero sé stesso, di chi è sempre super partes, di chi riesce a scherzare su tutto, di chi non è sincero neppure con sè stesso.

A fidarmi di chi fa degli errori e cerca di rimediare, di chi te lo permette, di rimediare, di chi conosce i tuoi punti deboli e, su quelli, sa chiudere un occhio, di chi è sincero ma non spietato, anche se mi spiace contraddire una della mitiche massime di Almost famous, di chi c’è, nel bene e nel male, di chi non cerca di nascondere i suoi lati peggiori, di chi di difetti magari ne ha tanti, ma è rassicurantemente umano, delle persone ragionevoli, di chi sa ridere di gusto, di chi sa ascoltare senza proiettare su di te le sue vicende, di chi sa cos’è l’ironia, delle persone con cui si può parlare ad un livello in-mediato, di chi mi conosce da tanto, tanto tempo che i confini sono ormai sfumati.

di Irene alle 10:58:16 10 Commenti

28/12/2005

Affinità elettive


Nel nostro stesso albergo, soggiornano degli amici dei miei. Il figlio, ingegnere, ha poco più dei miei anni e non si può dire che sia la persona più brillante o attraente che io abbia mai conosciuto.

Mio padre: Certo che (non mi ricordo neanche come si chiama!) è proprio un pezzo di marmo... di una noia mortale!

Io: Puoi dirlo!

Mio padre: ... andrebbe bene per te!

Io: Ah, grazie!

Mio padre: Beh, Ire, tu sei una pazza, come minimo ti devi trovare un uomo come una roccia, altrimenti non se ne esce, eh?!

Io: ...

di Irene alle 15:00:24 9 Commenti

27/12/2005

Gabbiani ipotetici


passiMentre ero seduta in mezzo a molte decine di centimetri di neve sulla cima di una montagna raggiunta a suon di ciaspole, ha iniziato a nevicare ed è comparso su uno dei miei guanti un fiocco di neve esattamente uguale a quelli raffigurati nelle illustrazioni. Non pensavo che la neve potesse avere davvero quella forma. Dopo il primo se ne sono aggiunti altri ed erano proprio così, come una magia. Alcuni piccolissimi e ugualmente perfetti, altri così grandi da sembrare finti. Ho nuotato in piscina ogni giorno alle sei, come in un liberante risveglio dei sensi, e la mia pelle si è ricoperta di goccioline dentro ad un bagno turco in cui aleggiavano essenze balsamiche e, attraverso il vapore, si intuivano le piccole luci, come stelle, colorate che filtravano dal soffitto. Ho iniziato un libro che è un autentico romanzo di formazione, una storia fiabesca, la storia di un'iniziazione, di una sofferenza ma anche, infine, di una ascesi (nel vero senso della parola!). Uno di quei libri scritti in un modo che ti fa venir voglia di rannicchiarti, con un sorriso compiaciuto, sotto le coperte e farti trasportare in una dimensione altra. Più di una volta mi è capitato di dover trattenere le risate per non svegliare gli altri nella camere vicine. Altre, di trattenere le lacrime. Mi piace il modo sapiente ed esatto con cui è sviluppato il racconto, ma anche il fatto che spesso, pur restando costante la narrazione nella prima persona, si passi da una prospettiva più neutra e descrittiva ad una sdrammatizzante e a volte sboccata e irriverente. Mi piace il fatto che il primo passo, nella formazione di Walt, sia stato pensato come il ristabilire delle figure genitoriali salde, affettive ma tenute a rispettosa distanza. Un padre duro quando necessario ma capace di gesti di grande tenerezza. Una madre di poche parole ma di molti sorrisi. Mi piace la magia. Ho ascoltato tanta musica dalle cuffie del mio nuovo lettore mp3, che, appena ricevuto, mi ha spinta a chiedermi inevitabilmente, ma come ho fatto finora a vivere senza?! Ne ho ascoltata altrettanta dal sedile posteriore della macchina con i miei fratelli giocando, spanciati dalle risate, a far finta di suonare uno strumento, ognuno di noi diverso, per interpretarla nel modo più stupido. Ho guardato con un nodo alla gola l'ultima puntata delle Storie del signor G, di quando lui era ormai un grande orso buono con le spalle curve e gli occhi della stessa luce di sempre. Tutto il resto, penosamente, no. La nostra generazione ha perso, diceva. Io pensavo invece che avremmo ancora bisogno di lui. Che uno sguardo così luccicante, uno sguardo che comprende tutto con ironia tagliente e bonarietà rassicurante, in giro non c'è più. Al senso di spreco di tutta quell'energia. E pensavo, e la nostra, di generazione? Noi raccogliamo un sogno e non sappiamo che farne.


Ma non vedo più nessuno che s'incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone
ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.

(...) La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po' di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.

Ma questa è un'astrazione
è un'idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.

[G. Gaber, La razza in estinzione, 2001]


(...) Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

[Gaber-Luporini, Qualcuno era comunista, 1991]
di Irene alle 23:52:36 3 Commenti

24/12/2005

Walking by yourself in a cold, cold winter...


Mi perdo distrattamente in un confuso miscuglio di passato e presente, una nostalgia affollata di volti, limbo di inelaborazione e non definizione. Poca coscienza. Poca, pochissima percezione del qui e ora, nessuna del Natale. Che più passa il tempo, più il senso viene meno. Meno anche quel calore, un po’ ipocrita ma rassicurante, che in-fondo-è-così-e-basta-chi-se-ne-importa.
Però c’è il freddo pungente delle montagne, ed è intriso di una qualche verità. Dalla finestra della mia camera, il paesaggio –un piccolissimo paesaggio, uno scorcio di strada, un paio di case, una chiesetta di quelle che ci sono in montagna, un albero di Natale illuminato, le montagne- più reale, più sano, che veda da non ricordo quanto tempo. Tantissime stelle, nitide e lucide. Il colore del cielo è quello dei disegni che si fanno da bambini. Quel blu pennarello che riempie di soddifazione. C’è una nuova canzone di Elisa, Swan, che mi piace tantissimo.
E non saprei davvero cosa augurare alle persone che ho accanto, perché le mie mani sono vuote; non ho abiti, non ho sovrastrutture rassicuranti. Credo che guarderò Nemo, stasera. E probabilmente mi commuoverò quando dirà ‘papà, ce la posso fare’, che, alla fine, tutto si ripete uguale, miscuglio di passato e presente.

di Irene alle 22:07:16 4 Commenti

21/12/2005

Lo sapevate? Sapevatelo, su... (rieducational channel)


In tempi duri come questi, è un immenso piacere poterli vedere qui, qui e qui.
di Irene alle 16:10:36 8 Commenti

20/12/2005

Vecchiaia


Io- E poi per certi aspetti mi sento come se avessi 60 anni... se ormai avessi già dato, non potesse più capitarmi nulla di nuovo...
Frà- Uguale, uguale a me!
Io- ...dei figli, una famiglia... troppo tardi.
Frà- ...infatti!!!
Io- ...quel che è stato è stato...
Frà- Ma sì, poi penso: tanto tra due o tre anni (età attuale di F.: 31 anni, ndr) entrerò nell'età in cui è probabile, no?, che ti venga qualche malattia...
Io- ?!
Frà- ...che so, un tumore... mi verrà pure qualcosa, no?!...
Io- (ride sguaiatamente)
Frà- ...e ho finito di vivere.
Io- (ride sguaiatamente)
Frà- E allora perché sbattersi tanto?!
Io- (ride sguaiatamente, sempre più forte)
Frà
- ...procediamo serenamente verso la vecchiaia, insomma.
Io (con la copertina sulle ginocchia)- Tranquillamente, sì.

Capita che tutto non basta
perdere tutto ciò che resta

Capita che qualcosa resta
e non sai cosa voglia dire

La semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami

[C.Consoli-La semplicità]
di Irene alle 23:59:00 12 Commenti

19/12/2005

Analisi Transazionale Doc


Insegnante di Analisi Transazionale: - Magari il bambino adattato e compiacente sta zitto e ti dice di sì, ma intanto il bambino ribelle, da dietro l'angolo ti manda a cagare! Perché va bene il bambino adattato, va bene il bambino libero, ma a un certo punto c'è anche il bambino incazzato!!!
Tutte: - !?!

di Irene alle 21:07:17 4 Commenti

18/12/2005

Pranzo domenicale


Tutta la famiglia riunita attorno al tavolo per pranzo, mia nonna è appena tornata dalla messa.
Nonna: El prete oggi ga dito che Maria e Giuseppe noi gera sposai prima che nassesse Gesù!
Papà: E quindi?
Nonna: Eh, so rimasta mal, perché mi pensavo che i fusse sposai già prima ciò!
Io: Secondo me l'hanno messa così per far vedere che Maria era vergine quando ha concepito Gesù...
Mio fratello: Guarda che non si tratta mica di gossip, comunque!
Io: Che c'entra, è che io, con tutto il rispetto, non credo che Maria fosse vergine, e non capisco perché bisogna pretendere di far credere...
Papà: Certo che tu...!
Nonna: ... Ma perché poi 'o ga (soggetto: Gesù) maltrattà a quel modo?
Io, papà, mio fratello, mamma:
!!!
di Irene alle 23:58:00 Commenta:

16/12/2005

Fenomenologia del: buttarla in vacca.


Lezione di canto del venerdì.
Insegnante di canto: Mh, però quando fai questo tipo di esercizi di tecnica tendi ad usare un registro molto più chiaro (inteso come contrario di scuro), più alto, rispetto a quando canti...
Io: ?
I. di c.: ...cioè, sembri topo Gigio!
Io, piegata in due: Buaaah!
I. di c., in preda a convulsioni: (apnea)

La sera, durante la visione di La femme de Gilles, film drammatico, tra l'altro molto interessante, io e mio fratello seduti sul divano.
Io, di punto in bianco: ... Tu sai cos'è la supercazzola?
Fratello, contrariato: Ma cosa stai dicendo?!

di Irene alle 23:55:00 9 Commenti

14/12/2005

Dicono si chiami democrazia.


Un'altra è fatta.
Non addormentiamoci.



P.S. Ho recuperato 
questo documentario (girato dalla tv degli USA), che naturalmente è stato diffuso tra i media di mezzo mondo, ma in Italia neanche a parlarne. Chi ne desidera una copia, non ha che da dirlo.
di Irene alle 22:26:37 2 Commenti

13/12/2005

Almeno


Conosco un posto nel mio cuore, dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.

La notte ha il suo profumo, puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto
che voleva prenderti per mano e cascare dentro un letto...
che pena, che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
Ah, almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano.
Ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano, ma non posso venire.

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare.
E la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto 'olé, sono perduto'.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me, l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto...
Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno.

Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce
e così sia.

[Cara-Lucio Dalla]

di Irene alle 18:44:44 10 Commenti

08/12/2005

Pallottole di carta?


Notav"Dopo che la legge elettorale proporzionale sarà approvata in via definitiva sarà opportuno mettere mano alle regole per la campagna elettorale. E cancellare la legge sulla par condicio." Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti all'uscita da palazzo Grazioli, la sua residenza romana. "Quella ora in vigore - sottolinea Berlusconi - è in realtà una impar condicio: non credo sia giusto che un partito come Forza Italia che ha avuto quasi il 30% dei voti nel 2001 possa avere in Tv lo stesso spazio di un partito che si presenta magari con un nuovo simbolo e per la prima volta". Ma il problema Tav ha le sue ripercussioni anche sul fronte politico. Silvio Berlusconi lancia l'allarme contro "i gruppi dell'estrema sinistra, dell'area antagonista e dell'anarco-insurrezionalismo".
"Il caro prezzi che ci attribuisce la sinistra non è nostro. Deriva dal fatto che la lira è stata svenduta al momento del cambio. Non è colpa nostra, abbiamo ereditato i problemi che altri hanno creato". Il presidente del Consiglio ripropone così il tema del caro vita e degli effetti negativi dell'euro. È stato un blitz, un attacco improvviso e inaspettato. Almeno un migliaio di agenti di polizia e carabinieri, attorno alle 3.20 di questa notte, hanno accerchiato il presidio di Venaus, istituito dai cittadini della Val di Susa per protestare contro la costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione e hanno caricato i manifestanti, molti dei quali dormivano nelle tende. Durante l'operazione sono rimaste ferite diverse persone tra i manifestanti e le forze dell'ordine. La Finanziaria: il premier la giustifica puntando il dito sui problemi ereditati dal governo. "Noi dimentichiamo sempre di dire - afferma Berlusconi - che non abbiamo creato i problemi, ci siamo impegnati per cercare le soluzioni, i problemi li abbiamo ereditati". Alessandro Contaldo, il fotografo di Repubblica, stava facendo il suo lavoro: "Istintivamente ho protetto la macchina fotografica al petto. Un poliziotto mi ha tirato cinque manganellate sulla schiena. Io urlavo: "Sono un fotografo". E lui: "Benissimo, andiamo a controllare i documenti". Ma mi stava trascinando verso una zona completamente buia. Per fortuna ho incontrato un ispettore che mi ha riconosciuto". Aprire le porte dei consultori ai volontari del Movimento per la vita per permettere un´azione più incisiva di 'tutela della maternità', secondo quanto prevede la legge 194. Se lo augura il cardinale Camillo Ruini alla conferenza stampa conclusiva dell´assemblea Cei svolta ieri ad Assisi. Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha respinto le critiche sostenendo che non c'è stata alcuna carica da parte delle forze dell'ordine. Abbiamo un capo del governo che -gli siano rese grazie- ci fa almeno divertire. L'altro ieri, per festeggiare la "devolution" che ha scompaginato, con metodo e norme incostituzionali, l'unità del paese, l'autonomia del Parlamento, il funzionamento del governo e il ruolo del capo dello Stato, ha ballato insieme ai parlamentari leghisti, sul motivo di "chi non salta comunista è". I commessi del Senato erano esterrefatti ed esilarati da quello spettacolo che può andare in scena soltanto nel Parlamento italiano. Come quando hanno continuato a prendere a calci la signora che chiedeva aiuto: "Ho 45 anni, vivo a San Didero, sono madre di due figli e ho sempre lavorato. Mi urlavano: "Si rialzi!". Ma intanto mi colpivano". (…) C'era molta preoccupazione fra gli agenti. Molta stanchezza, forse. Perché a un certo punto è stato colpito anche il signor Silvano Borgis, 65 anni, operaio in pensione, presidente dell'associazione alpini di Bruzolo. È stato manganellato allo bocca dello stomaco, si è accasciato ma è rimasto cosciente. La signora Patrizia Triolo, 39 anni, impiegata della Valsusacar, è stata la prima ad essere travolta. Era lì con la giacca a vento, un po' goffa per il collare che deve portare dopo un incidente stradale: "Ho cercato di proteggermi con le braccia, ma non ho fatto in tempo". Piangeva col sangue sulle labbra: "Cosa ho fatto di male?". (…) Uno di loro brandiva due manganelli e colpiva a casaccio. Altri hanno preso a calci tre manifestanti che dormivano sotto una tenda. Un uomo di quarant'anni cercava di fuggire inciampando nel suo sacco a pelo. E poi, nella confusione, c'era Alessio Meyer, 22 anni, studente universitario di Susa, che barcollava e si teneva la testa fra le mani: "Stavamo indietreggiando a braccia alzate, laggiù vicino alla ruspa della polizia. Mi hanno colpito tre volte, ho visto donne e anziani travolti. Ho visto un agente, in piedi sul caterpillar, che gridava: "Vi schiacciamo tutti!".
di Irene alle 13:32:18 5 Commenti

05/12/2005

Misantropia


Io, sussurrando: Guarda, quei due ci vogliono provare...
G.: Sì, col cavolo! ...Perché, cosa fanno?
Io: Eh, si voltano... Guarda -ridacchiante- sembrano dei maiali...
G.: Tze, non sanno con chi hanno a che fare, noi li mandiamo affanculo!
Io: !

P.S. Il titolo precedentemente esposto era frutto del mio Alzheimer galoppante e non di una volontà... ehm... omofobica!
di Irene alle 23:04:44 15 Commenti

03/12/2005

Scarpe e sogni


La cosa più bella, dopo un pomeriggio trascorso a metabolizzare informazioni e costruire utopici progetti lavorativi, è osservarsi parlare con la propria insegnante di canto riguardo al modo migliore in cui far uscire un suono come se fosse una
cosa seria.
di Irene alle 15:02:24 15 Commenti

02/12/2005

Dialogo surreale


Mia nonna ed io facciamo ingresso nella stanza d'ospedale dove sarà ricoverata per qualche giorno per un controllo.
Tre vecchiette sono riunite gaiamente intorno ad un tavolino al centro della stanza.
Una dice: -Ah allora è lei che resta qui!
Mia nonna: -Eh, sì.
Quella, baldanzosa: -Vedrà che si troverà bene con noi!
Mia nonna, non troppo convinta: - Ah sì? ... Ma disé el rosario, dopo? (Ma dite il rosario dopo?)
Un'altra delle tre: -Ah, no... quello no...
Mia nonna, un po' rasserenata: -Ah, perchè mi neanca 'o so! (Ah perchè io neanche lo so!)
di Irene alle 18:24:30 2 Commenti

01/12/2005

Ibernazione


Nel corso di un paio di giornate di quelle in cui sarebbe meglio non uscire di casa ed evitare qualsiasi contatto con chiunque, anche con sè stessi, per non provocare o subire disastri, anzi, peggio, migliaia di piccoli fastidiosi incidenti, malintesi, rotture di scatole. Di quelle giornate in cui ti nausei da sola per la tua auspicabilmente provvisoria, terribile, inaggirabile assenza di leggerezza, energia, allegria. Per i soliti difetti talmente prevedibili e conosciuti, sempre loro, che l'unica soluzione che ti viene in mente è 'vediamo se ibernandomi per qualche tempo poi magari mi risveglio nuova e splendente'.
Durante tutto questo, mi è apparso piuttosto significativo che sia stata una signora extracomunitaria posizionata davanti a me in coda al supermercato a chiedermi, essendo forse la prima ad averlo fatto da quando ho memoria di me, se avevo solo quel prodotto da pagare, per farmi passare avanti.
Ecco.

P.S. Per la prima volta, mi sento anch'io nel dovere morale di rendere pubblici alcuni dei miei referres dello scorso mese, nell'impossibilità, peraltro, di sostenere da sola un certo scoramento. Non credo si renda necessario commentare alcunché, essendo, i seguenti, chiari segnali di un fenomeno piuttosto preoccupante. Multidimensionale. In primis, relativo ai contenuti che, vabbè. Ma ancor di più alla forma. Ma la gente, cosa pensa che sia google?! Un omino con cui colloquiare attraverso lo schermo o un motore di ricerca?!

significato della parola cooptare

"in her shoes" quale poesia legge?

cofferati fidanzata

case di tolleranza immagini

come fare la pace fidanzata

cosa significa persona speciale

cosa significa voluttuoso

frasi allegre per bambini

imbavagliato

immagini animate sulla mafia

immagini sull'innamoramento

la zia lo ingoia

non voglio la pubblicità in cassetta art.

significato della parola vaffanculo

tenere sotto controllo tutte le spese di una famiglia
usi costumi immigrati

di Irene alle 18:02:26 9 Commenti