19/02/2007
Dancing
Questo blog è stato da sempre, nelle mie intenzioni, un luogo in cui poter dare una forma a quello che mi serviva riporre al di fuori di me-ma non troppo, e alle cose che volevo ricordare.
E’ stato anche uno spazio in cui ho conosciuto delle persone diventate nel tempo importantissime per me, tra cui delle amiche davvero meravigliose che mi sento fortunata ad avere accanto. Ma non ho mai vissuto il mio blog principalmente come un mezzo attraverso cui comunicare con altre persone. Al contrario.
Ho sempre scritto per me, pensando a me, come se questo fosse un luogo in cui definire me stessa a me stessa, in cui pettinare i miei pensieri, come ho detto spesso citando le parole di una canzone.
Ciò nonostante, se inizialmente è stato del tutto così, mi rendo conto ora più che mai del fatto che negli ultimi mesi e anni questo blog ha compreso qualcosa in più che io sola. Nello stesso tempo non ero io nella mia interezza a scrivere. Da tempo è parziale ciò che di me e di quello che vivo, che penso e che sento, riesco o voglio riportare qui.
Ora, anche se il motivo per cui è stato così non riguarda più il presente, non potrebbe essere diverso qui, per me.
E' per questa ragione che ho deciso di chiudere questo blog, di non scriverci più.
Probabilmente ci sarà un altro blog, un altro spazio che troverò quando ne avrò voglia.
Lasciate qui sotto, nei commenti, o se preferite fatelo per email (la mia è sulla colonna qui a fianco), un vostro indirizzo email o un url attraverso cui, se lo desiderate, vi avviserò se così sarà. Naturalmente potete farlo anche se passate ogni tanto di qui e non ci siamo mai conosciuti, basta che riportiate soltanto il vostro indirizzo, senza spiegazioni.
Io ogni tanto passerò qui, a vedere.
Ciao___
15/02/2007
Liberi tutti
Loro dicono, come l’insigne esponente Buttiglione ha provveduto a spiegare ieri a otto e mezzo, che il riconoscimento dell'unione omosessuale rappresenta la fine della famiglia, quindi il disfacimento della società. Io sbalordisco e penso -ma, al di là di tutte le altre questioni legate a questo tema, nessuno si stupisce mai del sostenimento da parte loro di una visione secondo cui dando la possibilità alle persone di avere un’alternativa (che in questo caso riguardarebbe addirittura il proprio orientamento sessuale, dico, mica cosa da poco) istituzionalizzata all'unione tradizionale, eterosessuale, all’interno della quale crescere dei figli (perché questo sembra essere l’elemento critico: la prosecuzione della specie), queste si sposterebero in massa rispetto alla tendeza attuale? Ovvero: secondo Buttiglione, secondo 'la chiesa', la ragione predominante per cui ancora le persone di sesso opposto stanno insieme e fanno dei figli è che non possono fare altrimenti? Perchè è questa l’incredibile implicazione del discorso dei cattolici. La famiglia coi pacs di sfalda. La società si sgretola, i bambini non nascono. Oggi funziona ancora così perchè ci siamo costretti.
... Uno, due, tre, liberi tutti!
14/02/2007
12/02/2007
Sarà perchè
Dopo aver lasciato G e i sui zii sotto casa loro, al termine della cena insieme, mi sono vista camminare verso la macchina per tornare a casa, con quegli stivaletti e quei pantaloncini nuovi, e ho provato la netta sensazione di non trovarmi più a vivere in una posizione di figlia. Al contrario, in questa progressiva condizione di persona che si gestisce le sue cose da sola. E' una consapevolezza, né triste, né allegra. Una delle tante, nuove, stranianti. Di quelle che innestano quella specie di loop che ripete -stai tenendo duro, stai tenendo duro. Per un momento avrei voluto essere nei panni di G che stava salendo nel loro appartamento, dove avrebbero bevuto ancora qualcosa, chiacchierato, loro con quel modo un po’ –secondo G fastidiosamente, a volte- pedagogico che hanno, e poi le avrebbero predisposto quel divano letto per dormire. I miei genitori, ora più che mai, non hanno alcuna mancanza come tali nei miei confronti. Ma è così, io sono qui e a volte mi manca, poter passare con loro la serata dopo una giornata pesante, riposarmi per un po’ da tutte le cose che faccio, che mi succedo e che penso che qui roteano intorno a me sola. Guidando verso casa, pensavo che mentre gli zii di G mi davano dei consigli sul mio lavoro, o mentre ci scambiavamo opinioni sull’invasione di cinesi a Milano, io mi sentivo bene e mi lasciavo scivolare in una accogliente posizione protetta e subordinata adulto-giovane (zia di G.: ma voi giovani cosa fate la sera?; G e io ci guardiamo: …è che noi non siamo giovani…!).
La notte ho sognato che mi arrampicavo su un’altissima scala da cui sapevo che non avrei mai potuto scendere se non saltando, e che non avrei potuto saltare se non mettendo in serio pericolo la mia incolumità. Sotto, poi, si radunava una piccola folla spaventata dal mio gesto pseudosuicida e infine arrivavano dei pompieri a cui io chiedevo di stendere un materasso su cui sarei potuta atterrare. Io sapevo che non avrei potuto tornare a terra senza l’aiuto di qualcuno. Ma avevo la percezione di non essere salita così in alto per riceverlo, ma spinta da una sorta di incoscienza cieca e incontrollabile. Non è stato un bel risveglio!
06/02/2007
L'utilità degli sms
Io: I pan goccioli sono la merendina più buona del mondo.
Fratello lontano che studia: Dopo i saccottini al cioccolato, perdio!
Io: No, secondo me di più. Quella morbidezza, quell'umidità, la cioccolata diffusa in tutto il panino, a differenza dei saccottini in cui è concentrata in un sol punto. E poi il gusto sobrio del pane che non stufa mai...
Io: Te ne mangeresti uno dopo l'altro facendoli volare in bocca tipo Poldo. C'era qualcuno che ti faceva venire fame più di Poldo?!
Fratello lontano che studia: Beh comunque sì forse sono più buoni ma sono crudeli perchè sono pochi e piccoli... i saccottini sono di più e più grandi, più adatti a guardare al televisione.
05/02/2007
Prendimi per il collo, prendimi per mano
che non mi trovo più.
Torno a casa la notte
e non mi lasciano entrare.
E nemmeno ci provo a chiamarti per nome
e nemmeno ci provo a bussare.
Ma tu davvero sai prendere il miele
e trasformarlo in pane,
davvero sai pescare un uomo
caduto nel mare.
Sarà come sarà
se sarà vero
Sarà come sarà
e mi vedrai davvero
poco prima dell'alba
quando il buio è più nero,
ti leggo nel pensiero.
[De Gregori-Ti leggo nel pensiero]
03/02/2007
Sogni
Il mio -bambino autistico-, dopo aver risposto al saluto delle bidelle (ora pare si chiamino commesse) sedute nella portineria della scuola, chiede, con la sua tipica disinvoltura, a una di loro con cui non l’avevo mai visto parlare: qual è il tuo sogno?
In classe, la professoressa di italiano fa leggere a turno ai ragazzi il sonetto di Dante “Tanto gentil e tanto onesta pare”, che aveva presentato parlando dell’amor cortese e della figura di donna angelicata impersonata in questo caso da Beatrice, infervorandosi tra l'altro parecchio intorno al rispetto che alla donna veniva conferito, come essere puro e di cui veniva esaltata la bellezza interiore.
Dopo qualche lettura individuale, il giro diventa più veloce. Ogni ragazzo, sotto sua indicazione, legge qualche verso, in maniera quasi ipnotica. Il tutto, immerso nel silenzio, fatta eccezione che per la voce di chi legge. Sembra un incantesimo, sembra una scena de “L’attimo fuggente”, penso. I ragazzi sono, tutti, attenti. Io, che come al solito in queste situazioni ho paura di scoppiare a piangere, cerco di guardare in alto per nascondere gli occhi lucidi e solo A., la ragazzina più problematica della classe, arrogante, impertinente spesso all’eccesso, se ne accorge e continua a fissarmi. Ma con aria seria.
Nelle ore di musica, terminate le prove per il concerto di Natale, la classe ora sta studiando Albachiara. Hanno imparato a suonarla con i flauti, D. con la tastiera, e poi, dopo aver suonato la parte musicale, c'è quella cantata. La cantano ragazzi, il professore accompagnandoli con la chitarra e io anche, per stimolare D., e anche perché mi viene. Mi trovo con venticinque ragazzini di dodici anni, in una classe delle scuole medie, a cantare Albachiara, e mi sembra uno scherzo.
Assisto tutti i giorni alle loro vite.
E questo mi fa sentire piuttosto fortunata.
