Ho sentito la libertà di un volante in mano
e di strade e ulivi scuri e mare all’orizzonte che scorrevano fuori
di potenzialità infinite e non pensate
di luoghi non immaginati
Parigi, Parigi a me va bene per non tornare più
così dicevi perché i miei occhi pieni di stazioni e chiese
ritornassero blu
Una città di un bianco abbagliante e puro
Fame di vedere e di toccare
di assorbire dentro occhi sgomberati di tutto
senza niente da desiderare e tutto da afferrare
Le mani, le mani già lo sanno che non vivranno qui
e, mi spiegavi, per questo vedi amore non si fermano un momento
e tremano così.
Un signore che passa, noi sedute sul ciglio della strada
gli occhi pieni del verde scuro e infinito e arso intorno
lui con indosso una maglietta che propone una semplice, sintetica, soluzione
“No drinks no drugs no problems”.
Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è
La piccola bottega di un artigiano
sa della vecchia cantina di mio nonno
Lui fa i mestoli, di ulivo
gli occhi azzurri e la voce cauta
Questi però ve li devo spiegare io, dice.
Io ora ho un mestolo a punta
che così il sugo non si attacca ai bordi delle pentole
Le strade, le strade dei francesi che non ho visto
Eh
in quello che sai...
Terra fresca e scura, la vegetazione intensa
basta a respirare, da sola
Non c’è altro
che una piccola terrazza in un agrumeto che respira umido
E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome
e questo nome me lo insegni tu
com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione
e i miei occhi, i miei occhi, non ritornano blu...
Ma Otranto è una rocca caotica, turistica
di borsette a sandali colorati
di mare sotto alla strada
che non vedi
che non comprendi con lo sguardo
Tutto addensato senza pudore
in un insieme di luci e grovigli
Anche se le pucce.
And here's to you, Mrs. Robinson
Jesus loves you more than you will know, wo wo wo
God bless you please, Mrs. Robinson
Heaven holds a place for those who pray, hey hey hey
Hey hey hey
Senza pudore anche i due poliziotti come pescatori
avvicinati a noi mentre cantavamo raccolte nella scogliera buia
Che parlare di cose serie è sbagliato
che ti mostro una cosa così capisci subito senza tante spiegazioni
E’ una foto sul cellulare, una scritta che cita pesto alla genovese
dietro l’immagine di un poliziotto corazzato
che preme un ragazzo a terra con il ginocchio
Io che gli dico eh, io sono quello lì sotto
Sguardi chiusi, un saluto dietro a una scusa mal celata
E si chiama l’incomunicabilità
Lasciami andare, non mi stringere più
you've asked me to hold you but the holding is through
Ti ho visto leggermi la mente, era un dolore sconvolgente
perché non provi a fare un po' più piano dai.
Le risate e le lacrime per ore, ilarità senza filtri
per un messaggio che diventerà il tormentone estate 2004
Precisamente ciao bella come ti va
Io
E allora G. per tutta la sera: io
Non ci credevo, ho detto: "è lei o no?"
tra tanti amici non ti aspettavo qui
solita sera e la solita tribù
tu che mi dici: "stai sempre con i tuoi?"
e ti accompagnava, un emozione forte
e ti accompagnava ancora, la solita canzone
Poi il mare più trasparente più liberatorio
nuotare nell’acqua limpida e inglobante
accogliente come fosse il più naturale degli ambienti per un corpo umano
sensazione di ritorno alle origini, alla pace, alla fusione
nudità liscia, liberata
capelli allegri lucenti
io e M. che nuotiamo insieme, lei aggrappata e me
come in una pancia in cui vivere simbioticamente
I am just a poor boy
Though my story's seldom told
I have squandered my resistance
For a pocketful of mumbles
Such are promises
La malinconia ritrovata nella penombra
La mancanza che c’è dietro
che resta sempre, come un residuo
nel letto dell’acqua che scorre e sta
E pulsa
nelle piccole foglie appuntite e scure e vive
che spiccano dal cielo chiaro
di strisce lontane di luce stanca, di futuro
di vento leggero che non accarezza
Quando ridi quando sei da sola
Laying low, seeking out the poorer quarters
Where the ragged people go
Looking for the places only they would know
Lie la lie...