20/11/2004

La fine delle cose


Il fatto è che io ho dei seri problemi a relazionarmi con la finitezza delle cose. Non riesco a capire, né di conseguenza ad accettare, che e come le cose possano finire. Che se io voglio veramente bene ad una persona, se amo una persona, poi non smetto di volerle bene o di amarla. Non lo so, non succede, non riesco neanche ad immaginare che possa accadere. Se entro dentro ad un rapporto, non posso concepire di uscirne. Se fino a pochi giorni fa era caldo stare abbracciati, se camminavamo insieme, se pensavamo in due, ed era così, per me non c’è ragione per cui oggi questo non sia più. Come possono, queste cose, cambiare? Come, in un breve periodo di tempo?
G. lo definisce una sorta di accanimento che mi caratterizza, forse è così.
G. si appella al fatto, innegabile, che molte cose effettivamente non andavano bene tra lui e me, ma io non ho potuto fare altro che dirle “Dai, però adesso non dire cose troppo intelligenti!”.
Le motivazioni razionali purtroppo non sortiscono nessun effetto su di me, non in queste situazioni.
D’altra parte, quella sera con G. è finita con me e lei sedute a parlare sul divanetto di pelle nera nell’atrio del cinema, lei, l'aria seria e ponderata, con un vaso di pop corn in equilibrio sulla testa.

You’re a dreamer, you’re a rebel
And you will suffer and you will fight
And you will sacrifice yourself
But you believed in love
Funny how your man will betray you
And in the meantime your love will save you, you see…
Life goes on, here and beyond that horizon
It goes on and it changes
And it changes you too

di Irene| 20/11/2004
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